L’impiego delle acque termali era
conosciuto fin dai tempi antichi, come evidenziato dai reperti archeologici..
I Greci praticavano i bagni in acque calde e
ritenevano che le acque calde e i vapori che sgorgavano dalla terra avessero un
significato sovrannaturale. Non è un caso che presso località termali
sorgessero importanti templi. Per le popolazioni antiche la presenza di divinità
giustificava i poteri terapeutici e le proprietà caratteristiche delle acque
termali. Lo stesso Ippocrate, incoraggiava il ricorso alle terme e nel trattato
"Uso dei liquidi" decantava le virtù delle acque minerali e delle
sorgenti calde.
Se, dunque, i Greci furono tra i primi ad
apprezzare le acque termali, i Romani esaltarono questo strumento di cura e di
relax attraverso la realizzazione delle monumentali Thermae pubbliche. Nella
sola città di Roma si arrivò al punto di censire più di 800 stabilimenti
termali pubblici e privati, ma l’estensione del ricorso alle terme avvenne su
tutti i territori dell’impero.
I Romani sfruttarono le acque sia per finalità
igieniche che per quelle curative e fino a quando il bagno non diventò un
raffinato piacere. Le terme diventarono così un luogo di incontro al pari del
foro e accanto agli stabilimenti vennero creati spazi per le passeggiate, parchi
e giardini, musei e biblioteche.
La caduta dell’Impero Romano, il decadimento
delle strutture, il consolidarsi della religione cristiana che invitava a
fuggire dalle occasioni di edonismo e ad evitare luoghi diversi dalle chiese
portò al declino delle terme come fenomeno culturale e sociale.
Nel corso del Medioevo la pratica termale venne
ristretta al solo uso terapeutico, è questo il periodo in cui l’indagine sui
benefici delle cure si mescola con le speculazioni empiriche e popolari che
ricollegano ad un’acqua un particolare effetto.
Da centri di cura le località termali si andarono
trasformando in centri di villeggiatura e di vita mondana richiamanti la
popolazione dell’intero continente e destinate ad assumere una fisionomia
propria ed autonoma riconosciute come stazioni e città termali. Ciò con un
notevole riflesso anche sull’architettura dei centri che si dotano di ampie
ville, hotel, parchi e giardini.
I due conflitti mondiali certamente ridussero
considerevolmente l’afflusso verso le stazioni termali che ripresero la loro
attività nel dopoguerra in quella che è stata definita la stagione del
termalismo sociale. La riconosciuta efficacia terapeutica delle acque termali
ha infatti, comportato il loro inserimento nel sistema sanitario nazionale e
nei livelli essenziali di assistenza prevedendo nell’ottica costituzionale
della tutela della salute, l’estensione delle terapie a costi contenuti
all’intera popolazione.
A questo punto abbiamo lasciato alle nostre spalle
il passato e ci inoltriamo in quello che è il presente del mondo termale. Una
realtà che rinuncia a qualsiasi etichetta e che si conferma come il luogo più
idoneo per il raggiungimento delle condizioni di completo benessere della
persona dove è possibile procedere alla cura delle malattie sposando la terapia
naturale con una altrettanto naturale immersione in oasi di verde e di pace.
Sarà forse per questo che un campione pari
all’70% della popolazione ha il desiderio di dedicare una parte del proprio
tempo libero alla cura della propria salute in un’azienda termale che si
trovano in tutto il nostro territorio nazionale
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